100%  Made in Italy


FILOSOFIA

 

Marelli desidera scrivere questo articolo per farvi scoprire qualcosa di nuovo.

Ormai sia in Europa che altrove, grazie al impegno di molti brand italiani, le persone vogliono  solo tessuti biologici che rispettino la natura. Un prodotto è biologico se nella etichetta del prodotto è stampata almeno una di queste frasi :

  • (GOTS) : attesta che i capi sono composti da fibra biologica per almeno il 95% del tessuto.
  • (OCS) : attesta la presenza di fibra biologica nella composizione di un tessuto: almeno il 5% di fibra biologica
  • kbA-Baumwolle : kbA sta per costruzione biologica controllata: l’uso di fertilizzanti chimici, defolianti e pesticidi sintetici è vietato dal kbA. Il cotone biologico non trattato ha quindi un bassissimo potenziale allergico ed è delicato sulla pelle, oltre ad avere un impatto ambientale decisamente più basso rispetto al cotone standard.

Possiamo definire biologiche solo le fibre tessili naturali quali: cotone, lana, lino, canapa e seta. Marelli da anni ha sposato questa filosofia di vita perchè per realizzare i merletti e i tessuti, utilizza solo fibre naturali.

La linea in lino che è una fibra cellulosica derivata dal fusto della pianta di lino. Le fibre di lino sono molto più forti e più lucenti rispetto ad altre fibre tessile e sono fresche d’estate, l'unico svantaggio è che si increspano facilmente. Si narra che l’uso del lino risale a migliaia di anni fa circa l' 8000 aC.. Marelli realizza i seguenti prodotti in lino: grembiuli, asciugamani, tovaglie, biancheria da letto, tende, articoli per neonato, ecc...

La linea in seta 100% conosciuta come "La Regina del tessile" da oltre 4000 anni, dice Oscar De La Renta "la seta per il corpo è come un diamante sul dito",  è di alta qualità. Si differenzia dalla seta pura perchè non contiene altro che seta. Marelli realizza i seguenti prodotti in seta: biancheria da letto, tende, articoli per neonato, ecc...

Marelli esalta l’eleganza rispettando i bisogni semplici ed essenziali della natura. 

Stesso discorso dicasi per la progettazione dei disegni e delle cartine; solo partendo da un foglio di carta e cartone nascono i progetti.

 


ARTE

STORIA MILLENARIA

 

Diverse documentazioni asseriscono che le origini del Pizzo di Cantù a fuselli, vanno ricollegate indubbiamente all’attività svolta principalmente dagli istituti religiosi nel periodo del trecento e quattrocento.

Ci sono testimonianze che ci permettono di capire e di stupirci sull’esatta nascita delle trine perché studiando su alcuni testi antichi ed osservando alcuni oggetti archeologici, quali pitture, statue ed incisioni si è potuto capire che :

in Egitto già prima della nascita di Cristo si eseguivano lavori quasi simili;

nell’antica Grecia usavano intrecciare i fili;

etc..

Certamente il pizzo nella nostra zona, denominata Brianza, veniva lavorato dalle donne del popolo aiutate ed assistite dalle monache. Secondo un'opinione diffusa sarebbero state le monache Benedettine di Cluny.

Grazie ai mercanti e alle rilevanti richieste nel secolo XVI, le donne che si applicavano in questo lavoro non erano solamente di basso ceto o le monache, ma anche le signore dell’alta società, invogliate e interessate a dimostrare la loro abilità agli altri cortigiani.

Attualmente non c’è donna in grado di risalire al metodo di lavoro usato negli anni passati e la richiesta dei Pizzi di Cantù ha avuto un grosso successo negli anni 1890-1900.

TRADIZIONE DEL LAGO DI COMO

 

Il merletto, o pizzo, di Cantù, è sinonimo di eleganza, pazienza e precisione dell’artigianato Made in Italy.

Si tratta di un merletto fatto a mano utilizzando un cuscino detto tombolo e intrecciando dei fili di cotone su un disegno chiamata cartina.

Mi spiego meglio : il tombolo è uno strumento che può avere diverse forme, in Brianza è cilindrico su cui si fissa, appuntandolo con degli spilli, un disegno su carta, e sopra il quale si intrecciano, successivamente, i fili di cotone attraverso dei bastoncini detti fuselli. Dopo molta pazienza e tempo si riesce a ultimare qualche centimetro di questo tipo di pizzo, così prezioso e difficile da realizzare.

 


CANTU'

  

Per molte ragioni si può visitare il Canturino: per girovagare nei boschi del Parco Brughiera o fra i colli brianzoli, per il gusto di scoprire vestigia di un leggendario passato (la basilica protoromanica di San Vincenzo a Galliano o i nobili palazzi di Anzano e Inverigo) e non ultimo per scoprire l'artigianato locale. Chi non ha mai sentito parlare del merletti di Cantù e dei mobili brianzoli? La lavorazione del merletto a fuselli introdotta nel 1500 è un'attività che caratterizza, anche se in modo circoscritto il profilo artigianale della Brianza. Marelli è un punto di riferimento per conoscere da vicino la lavorazione a fuselli e la storia di questi manufatti.

 

There are many reasons why  one should visit the Canturino: to wander about the woods of the park "Brughiera Briantea" or the surrounding hills, or to discover the remains of a legendary past: the early romanesque Basilica di San Vincenzo in Galliano, the villas and the palaces in Anzano Del Parco or Inverigo; or, last but not least, in order to discover the two most important local activities. Who has never heard of the Lace work of Cantù and the furniture of brianza? The particular working process adopted for the lacework and introduced in the remote 16th century, is an activity that characterizes, though only marginaly, the artisan production of brianza. Marelli continue to train and form skilled workers and history.

 

 

 



NOVELLA o favola

 

C'era una volta una regina che aveva tre figli, una era …. desiderosa di diventare bella e gentile.  
Si chiamava Chiara

Ma Chiara detestava i fuselli: non amava intrecciare i piccoli bastoncini di legno!  
Per correggere questo vizio la madre la portò da una regina a Cantù, che aveva la fama di essere molto rigida.  
Mia figlia lavora il Pizzo di Cantù egregiamente!” disse presentandole Chiara. “Conosce molte lavorazioni ed è veloce. Sarà felice di lavorare per Lei!” E se ne andò. A questa regina piacevano molto i pizzi: aveva un'intera collezione di cartine e differenti disegni che aspettavano di essere lavorati sul tombolo.

Tutta contenta, vi portò Chiara e le disse:

Eccoti la mia cartina: quando avrai terminato il Pizzo di Cantù, ti darò in sposa a mio figlio, il principe!”.

Chiara si mise alla finestra, sognando com'era il bel principe.

Le ore passavano e lei non aveva ancora caricato il filo sui fuselli.

Al mattino la regina venne a trovarla e quando si accorse che non aveva iniziato a lavorare, si arrabbiò molto. “Mi hai imbrogliato!”

disse alla fanciulla. “Se per domani non avrai finito questo pizzo, ti farò gettare in prigione!”.

Chiara, rimasta sola, cominciò a piangere disperatamente. Era impossibile poter finire quel disegno in così poco tempo?

Ma proprio allora qualcuno bussò alla porta della stanza. Chiara andò ad aprire e vide tre bellissime vecchiette...così belle da far gelosia! Quando la mattina dopo, la regina venne a controllare, fu felice che Chiara avesse realizzato il Pizzo con il suo disegno.

 

 

 

Tua madre aveva ragione!” disse soddisfatta. “Sei proprio un'ottima pizzat.

Sarò felice di darti in sposo mio figlio!”.

Si organizzarono le nozze e Chiara chiese di poter invitare tre amiche alla festa di fidanzamento. Quando il principe vide le tre vecchiette, volle sapere il motivo della loro bellezza. “Siamo diventate così belle a furia di lavorare il Pizzo di Cantù!” risposero le tre signore. Il principe regalò un nuovo tombolo alla sua sposa e ordinò da quel giorno a Chiara di lavorare sempre il Pizzo di Cantù: voleva che anche sua moglie si mantenesse sempre bella. E così Chiara visse felice con il suo principe in un nuovo castello, continuando a lavorare sul nuovo tombolo al Pizzo di Cantù e a sognare ad occhi aperti !

 



 

 

 

Un  fiore di pizzo è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine.

 

(Paul Claudel)


IL NOSTRO SOGNO

 

Marelli continua un grande sogno: trasformare il piacere dell’eleganza italiana in un gesto quotidiano alla portata di tutti. Abbiamo immaginato un nuovo modo di vestire la casa con il Pizzo di Cantù, che fosse moderno e che permettesse a chiunque di acquistarlo.

Un modo innovativo pensato per trasmettere e promuovere i valori della nostra tradizione (Brianza = Italia), reinterpretati dagli artigiani di oggi.

Questo sogno è diventato negli anni una realtà sempre più grande. Abbiamo tagliato centinaia di metri di pregiati tessuti italiani, cucito migliaia di pizzi, utilizzato migliaia di centimetri di filo, configurato diversi progetti e abbiamo volato su diversi Stati nel mondo per portare il Made in Italy nelle case di tutti.

Con passione e dedizione, continuiamo a credere nella nobile arte del far bene e nel valore estetico di un capo personalizzato con maestria. Scegliere un prodotto Marelli vuol dire non solo prediligere l’eccellenza italiana, ma concedersi il piacere di vivere una tradizione con la consapevolezza di possedere un oggetto d’arte.